Val Gadena (foto Amonn - coll. L. Carnesecchi)

Il trenino della Val Gardena – Neri Baldi

Il centenario della ferrovia della Val Gardena è passato pressoché inosservato; cerchiamo di ripercorrere brevemente la storia di questa splendida linea di montagna, nata per esigenze belliche.

Nel 1915 la frontiera corrispondeva all’incirca con l’attuale limite amministrativo del Trentino a quote più basse rispetto al gruppo Adamello e Ortles-Cevedale; la particolare morfologia delle Dolomiti, priva di creste lunghe continue, imponeva al confine un andamento irregolare e con marcati dislivelli. Fin dall’inizio delle ostilità la linea del fronte non corrispose perciò a quella del confine politico, giudicato indifendibile dal comando militare austro-ungarico con le scarse forze allora disponibili: per contenere la possibile avanzata italiana fu deciso di accorciare la prima linea, eliminandone per quanto possibile la sinuosità, con l’arroccamento su fortificazioni già realizzate in corrispondenza dei passaggi obbligati.

Appena iniziata le guerra fu decisa la realizzazione di una ferrovia da campo (scartamento 760 mm), ritenuta indispensabile per garantire la continuità degli approvvigionamenti al fronte attestatosi sulla dorsale Tofane-Col di Lana-Marmolada. I lavori furono autorizzati il 12 settembre 1915 e procedettero in modo assai spedito con l’impiego di 500 operai civili, 2000 soldati e 6000 prigionieri russi – un primo convoglio di servizio il 23 dicembre percorse l’intera linea. La difficile orografia dei luoghi e il marcato dislivello 520 m di Chiusa si arrivava in poco più di 30 km ai 1592 m di Plan) imposero un percorso assai tortuoso (a Santa Cristina c’era un elicoidale di ben 250°), ma con la pendenza massima contenuta entro il 49‰.

La ferrovia fu formalmente attivata il 6 febbraio 1916, dopo solo cinque mesi di lavori, e svolse per tutto il conflitto un efficiente e costante collegamento fra il fronte e la ferrovia del Brennero. La linea passò poi sotto la giurisdizione FS e fu adeguata al trasporto di persone e merci, pur mantenendo lo scartamento campale. Il traffico rimase sempre modesto, tanto che già alla fine degli anni ‘30 si cominciò a parlare della soppressione, nonostante avesse acquisito una discreta rilevanza economica: il turismo nelle Dolomiti si stava sviluppando velocemente e il trenino permetteva ai turisti di raggiungere la Val Gardena con un bel tragitto panoramico, assai apprezzato. Nel 1955 la ferrovia fu addirittura interessata dalle riprese cinematografiche per il film “Il prigioniero della montagna” di Luis Trenker, con splendide immagini, a colori e sonorizzate.

Il 28 maggio 1960 il servizio venne soppresso nell’indifferenza generale; il tracciato dismesso nel 1969 venne in parte reimpiegato per costruire una nuova strada di accesso alla valle in vista dei Campionati mondiali di sci alpino 1970 … andava di moda così, si era negli anni del boom economico e il treno veniva considerato non più all’altezza dei tempi. Oggi restano solo una pista ciclabile e una locomotiva monumento … pochi hanno consapevolezza della chance persa: pensate che attrattiva avrebbe potuto essere il Trenino della Val Gardena!

Ortisei, Val Gardena – Foto: Amonn; coll. L. Carnesecchi

Condividi questo articolo attraverso i tuoi canali social!