“Andrea Bafile ci ha lasciati …” di Roberto Masoni

Andrea Bafile ci ha lasciati. E’ morto o, se preferite, “è andato avanti”, come diciamo noi del CAI.

Andrea Bafile

Credo che Andrea possedesse un dono raro, era capace di appassionare e trascinare, con innata naturalezza, direttamente al cuore delle tante, variegate e, talvolta, complesse attività che svolgeva. Geniale nelle Sue intuizioni non ha, praticamente, mai smesso di dedicarsi alla ricerca tecnica. Una ricerca, sempre innovativa, all’avanguardia, mirata al miglioramento delle tecniche, allo studio dei materiali.


Andrea sapeva essere personaggio in ogni Sua manifestazione. Con quel Suo accento abruzzese, dal quale non si è mai separato nonostante vivesse a Firenze dal 1953, sapeva spiegare con rara facilità i concetti più difficili, insegnava le materie più monotone e complicate con insolita piacevolezza. E non lo faceva solo nelle canoniche occasioni legate ai corsi della Scuola nelle quali è stato un Maestro per tutti noi, le Sue erano lezioni … permanenti, talvolta legate al caso, alle occasioni in cui ci incontravamo. Sapeva parlare con tutti, sempre con grande disponibilità, ma Andrea, soprattutto, lo si ascoltava. Non di rado incantati. Ed era sempre un piacere, una scoperta continua.

Ma non era solo questo. Ci mancheranno le Sue poesie, i Suoi disegni di montagna dove non mancava di tracciare questa o quella via, questa o quella discesa con gli sci. Ci mancherà la Sua amata chitarra, i Suoi stornelli, la Sua simpatia.

Grazie di tutto, Andrea. Grazie davvero. E come sempre, al termine delle Tue serate, delle Tue lezioni … ti arrivi un ultimo grande, scrosciante, riconoscente applauso. Che tu sia felice dove sei.

Un abbraccio, tuo “Robbè”.
Condividi questo articolo attraverso i tuoi canali social!