Scialpinismo in Toscana al tempo del COVID19
Testo e foto di Pelle (David Pellegrini)
Erano i giorni delle feste di Natale, tutti chiusi nel proprio comune, e vedevamo cadere metri e metri di neve sul nostro Appennino, pronti a goderne appena ci avrebbero dato il via libera. E questo via libera è arrivato, ma con la ormai nota limitazione del confine regionale: Cimone, Lagoni, Rondinaio, Giovo… sono rimasti nel libro dei desideri e non ci è rimasto che cercare mete raggiungibili senza infrangere le regole.

La quantità di neve scesa, fino a quote basse, ci ha permesso di aumentare i dislivelli delle classiche gite toscane, fino a riuscire a fare una gita di ben 800 metri partendo dai 900 metri di Arsiccio (Melo, PT) fino ad arrivare a Cima Tauffi, normalmente raggiunta con lo stesso dislivello dal versante emiliano o a salire al Libro Aperto partendo da La Secchia.

A complicare la non semplice situazione è arrivata una nuova ordinanza: la provincia di Pistoia è diventata zona rossa; non ci rimaneva che spostarsi in Garfagnana (con tanti chilometri in auto) per continuare a godere della nostra amica neve.
Carte alla mano, telefonate a conoscenti, guide e computer, studia di qui e guarda di là, alla fine è venuta fuori una gran bella stagione con salite e discese varie e gratificanti sul versante sud del nostro appennino.

Praticamente abbiamo sciato tutto lo sciabile, iniziando da Pian di Novello, per finire con la Pania quando tutta la Toscana è diventata rossa alla vigilia di Pasqua:
Falterona da Castagno 800 m D+
Poggione e Pizzo Alpestre 630 m D+
Cima Tauffi da Arsiccio 890 m D+
Poggio dei Malandrini dalla Burraia 470 m D+
Campolino da Pian di Novello 800 m D+
Libro Aperto da La Secchia 650 m D+
Spigolino da Doganaccia 650 m D+
Monte Prado da Casini di Corte 1150 m D+
Monte Cella e Canale dell’Ombra Corta 650 m D+ +200 canale
Monte Vecchio e Bagola Rossa 1000 m D+
Sagro 850 m D+
Cima dell’Omo 560 m D+
Altaretto dalla Vetricia 750 m D+
Tre Potenze e Lago Nero da Val di Luce 650 m D+
per poi chiudere con le due classiche apuane
Pania della Croce e Borra di Canala 1050 m D+
Monte Tambura dalla Carcaraia 850 m D+

Quest’anno per molti passerà alla storia per il lockdown, per noi resterà una delle più belle annate di scialpinismo in Toscana (abbiamo fatto più uscite quest’anno che negli ultimi 3 anni messi insieme).
La voglia di sciare e di stare con gli amici in montagna era davvero tanta che siamo riusciti a riscoprire itinerari da tempo abbandonati ma di grande fascino, forse amplificato dalla novità degli ambienti frequentati con gli sci sotto i piedi, un po’ diversi da ciò che ci eravamo abituati a vedere negli ultimi anni.


Che dire?
Ci sono mancate le salite in quota sulle Alpi e gli spazi aperti con i marcati dislivelli dell’Appennino centrale, però non possiamo certo dire che sia andata male!
Personalmente posso aggiungere di essere davvero soddisfatto per una stagione ricca di itinerari, alcuni nuovi, che in condizioni per così dire normali avrei forse evitato.

Più che le parole, penso che parlino le immagini che avete sotto gli occhi sfogliando l’annuario.



