di Alfio Ciabatti
La passata stagione invernale 2020-21 anomala per le limitazioni sanitarie ma anche per il grande innevamento che ha comportato ulteriori limitazioni con ordinanze dei Sindaci per pericolo valanghe, ha portato anche un’altra novità. É passata in sordina ma è di grande importanza per i frequentatori della montagna innevata: si tratta del D.lgs. 28/2/2021 n. 40 che riorganizza la complessa materia della sicurezza nelle discipline sportive invernali che entrerà in vigore dal 01/01/2022. Il D.lgs. sostituisce la precedente legge n. 363/2003.
https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2021/03/19/21G00047/sg
Tante sono le norme trattate dal nuovo decreto legislativo: dalle definizioni, ai compiti dei gestori delle aree sciistiche, alle attività in ambito non controllato.
In particolare ci sono alcune importanti novità per gli scialpinisti, gli escursionisti, coloro che fanno alpinismo invernale e le cascate di ghiaccio. Novità quindi che interessano molti soci CAI che praticano la montagna invernale oltre le piste da sci. Il punto principale è contenuto nel comma 2 dell’articolo 26.
2. I soggetti che praticano lo sci-alpinismo o lo sci fuoripista o le attività escursionistiche in particolari ambienti innevati, anche mediante le racchette da neve, laddove, per le condizioni nivometeorologiche, sussistano rischi di valanghe, devono munirsi di appositi sistemi elettronici di segnalazione e ricerca, pala e sonda da neve, per garantire un idoneo intervento di soccorso.
La legge spinge molto sull’informazione e autoresponsabilità per i praticanti la montagna innevata. Nel comma 2 è implicito che prima di intraprendere una escursione sulla neve, si debbano assumere necessariamente le informazioni per verificare se esiste il rischio valanghe sulla base dei bollettini nivometeorologici (Meteomont e Aineva).
Il legislatore puntualizza che nel caso sussista il pericolo di valanghe, i frequentatori debbono munirsi di appositi sistemi di segnalazione e ricerca: l’ARTVA (Apparecchio Ricerca Travolti da Valanga), con pala e sonda da neve; infatti oltre all’Artva è necessario anche la pala e la sonda perché essi stessi siano in grado di operare fin da subito per l’adeguato intervento di auto soccorso senza attendere l’arrivo di terze persone come può essere il Soccorso Alpino. Benché le sanzioni per il non rispetto delle norme siano modeste, si tratta di sanzioni amministrative comprese tra € 100,00 ed € 150,00, le conseguenze di tipo penale e morale in caso di incidente possono essere invece molte alte.
Avere con se artva pala e sonda e non saperli usare può avere gravi conseguenze.

Se lo scoglio economico per l’acquisto del kit APS (Artva, Pala e sonda) prima poteva essere l’ostacolo maggiore, oggi con la maggiore diffusione i prezzi di questi apparecchi sono scesi a livelli accessibili. Peraltro vari negozi del settore si stanno attrezzando per il noleggio dell’intero kit.
Se per gli scialpinisti il kit APS e il relativo utilizzo è un dato scontato, per molti altri non è così. In questo senso la Scuola di Alpinismo Tita Piaz della Sezione di Firenze, organizza oramai da diversi anni nel periodo inizio inverno, il corso monotematico Prevenzione Autosoccorso in ambiente iNnevato (PAN). Il corso è dedicato a tutti coloro che si muovono sulla neve a piedi, con le racchette da neve, con gli sci da scialpinismo, con lo snowboard per far conoscere le caratteristiche principali della neve e insegnare le nozioni base per la preparazione, condotta di gita e autosoccorso in ambiente soggetto al pericolo di valanghe.

Concludo affermando che è importante sempre la preparazione e responsabilità per ridurre i possibili rischi sempre presenti in montagna.