Oltre l’ostacolo – Montagnaterapia – Montagna per tutti

Di:

ELEONORA BETTINI – CAI FIRENZE – Massofisioterapista – ASL 11 Empoli

PAOLO CECERE – CAI FIRENZE – Educatore Professionale – ASL 10 Firenze Unità Funzionale  Salute Mentale Adulti

FABRIZIO TINTI – CAI SESTO FIORENTINO

Il 2015 ha visto strutturarsi all’interno della Sezione il gruppo di lavoro per la montagna terapia denominato “Montagna per Tutti”, gruppo che in realtà già operava da tempo per l’accompagnamento di soggetti portatori di handicap a supporto di attività riabilitative dell’azienda sanitaria di Firenze.

L’intento del Gruppo è quello di promuovere e vivere l’ambiente cittadino, collinare o montano nel principio della solidarietà e della cooperazione, mettendo  a disposizione le conoscenze acquisite a seconda delle specialità di provenienza, collaborando con gli operatori all’individuazione di destinazioni e percorsi consoni alle realtà intrinseche di ogni persona, mettendo in atto tutti quegli accorgimenti necessari alla realizzazione delle escursioni. Si tratta di valutare nuovamente ambienti già conosciuti da un altro punto di vista, ponendoli in relazione con le difficoltà di chi viene accompagnato, siano queste mentali, sensoriali o motorie. Ovviamente il nostro intervento, dopo la prima fase progettuale, si attua anche sul campo durante le escursioni a cui si aggiungono momenti di formazione in aula. Negli ultimi mesi è stato inserito nel progetto anche la frequentazione della parete di arrampicata del Mandela di persone non vedenti.

Oltre a essere una realtà eterogenea, questo gruppo ha la caratteristica di non essere chiuso all’interno della sezione, ma di collaborare con altre sezioni, associazioni e cooperative, oltre che con l’ASL10. La sezione di Sesto Fiorentino partecipa con il progetto Oltre l’Ostacolo costituito da Nicola Galeazzo nel 1995. La storia e la capacità dei suoi soci di fare realmente rete nel territorio ha permesso una interazione con altre associazioni in modo da coinvolgere più soggetti e di avere a disposizione spazi e mezzi di trasporto.

Il gruppo è aperto a tutti i soci, non è richiesta nessuna competenza o conoscenza specifica in campo medico- sanitario. L’importante è collaborare insieme: sciatori, alpinisti, speleologici, segna sentieri, escursionisti ognuno con il proprio bagaglio culturale e il proprio amore per la montagna.

Che cosa è la montagnaterapia?

 Con il termine Montagnaterapia “si intende definire un originale approccio metodologico a carattere terapeutico-riabilitativo e/o socio-educativo, finalizzato alla prevenzione secondaria, alla cura ed alla riabilitazione di individui portatori di differenti problematiche, patologie o disabilità; esso é progettato per svolgersi, attraverso il lavoro sulle dinamiche di gruppo, nell’ambiente culturale, naturale e artificiale della montagna.

 La Montagnaterapia si attua prevalentemente nella dimensione dei piccoli gruppi (5-15 partecipanti) anche coordinati fra loro; utilizza controllate sessioni di lavoro a carattere psicofisico e psicosociale (con forte valenza relazionale ed emozionale), che mirano a favorire un incremento della salute e del benessere generale e, conseguentemente, un miglioramento della qualità  della vita.

 Le attività di Montagnaterapia richiedono l’utilizzo di comprovate competenze cliniche e l’adozione di appropriate metodologie, che riguardano anche la specifica formazione degli operatori e la verifica degli esiti (Scoppola & coll.).

IN ITALIA LE VARIE ESPERIENZE SONO ORGANIZZATE IN UNA RETE NAZIONALE ARTICOLATA, IN MACROZONE DI PIÙ’ REGIONI, CON LO SCOPO DI FORNIRE CRITERI E SOSTEGNO ALLE VARIE REALTÀ’ CHE VOGLIANO INIZIARE PERCORSI DI MONTAGNATERAPIA.

Per ogni macrozona è stata incaricata una persona che funge da referente, il quale ha il compito di:

  • Mappare i gruppi esistenti sul loro territorio
  • Aiutare i gruppi o persone che sono in fase embrionale
  • Organizzare un evento/incontro per diffondere l’attività
  • Creare formazione presso i gruppi nuovi e

Ma quali sono le dimensioni potenzialmente trasformative dell’attività in montagna all’interno di un contesto riabilitativo-terapeutico?

-La montagna può fare quello che fa a noi:benessere

-La montagna è una ambiente dove ci si può riconoscere e curarsi dallo spaesamento e dall’alienazione

-Ci permette di uscire da contesti molto articolati e supercomplessi, per ritrovare o trovare la naturalità, il silenzio la semplicità che liberano emozioni forti

-Il porsi un obiettivo e raggiungerlo favorisce l’autostima ed il senso di responsabilità

-Solidarietà e sostegno reciproco, condivisione delle difficoltà e delle risorse. Si crea un gruppo di mutuo aiuto naturale che genera empatia, in una società che la sta perdendo

-Vi è l’abbattimento e la riduzione delle barriere relazionali anche se i ruoli sono ben precisi

-Riconoscimento dell’indispensabile e del superfluo

-Fare esperienza attraverso il corpo

-Affidarsi agli altri e scoprire nuove parti di sé

-La gestione dell’ansia e della paura insieme agli altri e scoprire le proprie risorse interne di fronte alle difficoltà incontrate

Senza andare a scomodare la psicoanalisi o quant’altro, la Montagna è un simbolo forte, un archetipo capace di generare forti esperienze e far sperimentare nuove immagini di sé.

Esperienze con la salute mentale

 Da qualche anno, nella zona di Firenze,sono nate delle iniziative promosse da alcune realtà territoriali della Salute Mentale della ASL Fiorentina che hanno deciso di utilizzare le attività in montagna, in particolar modo l’escursionismo, per promuovere percorsi riabilitativi, sia individuali che di gruppo, utilizzando il fondamentale apporto del CAI.

Le iniziative prevedevano delle uscite a cadenza più o meno mensile. Nell’anno passato è però sorta l’esigenza, dopo la partecipazione di alcuni Educatori ASL al convegno nazionale di Cuneo sulla Montagnaterapia, di rendere più omogenea ed organizzata l’attività con i pazienti della salute mentale.

Con la nascita del “Gruppo Montagnaterapia Firenze” e in sede alla Sezione del gruppo ufficiale “Montagna per tutti”, questo obiettivo si può dire realizzato seppur in continuo divenire. Il modello che ci siamo dati prevede due gruppi  di trekking, uno che fa capo al Quartiere 2 di Firenze e uno che fa capo alla zona nord-ovest (Campi Bisenzio,Calenzano) che fanno uscite in autonomia tendenzialmente una volta ogni tre settimane.

In aggiunta, due volte l’anno ( di solito a maggio e a settembre) vengono organizzate dei fine settimana in un rifugio  autogestito, dove si possa sperimentare anche altre dimensioni del vivere la montagna.

Per finire, una volta l’anno viene organizzata una festa che provi a riunire  tutte le realtà sul territorio che operano attraverso la montagnaterapia. Questo anno è stata organizzata il 12 luglio al Rifugio Le Cave nel Parco dell’Acquerino.

Le uscite ovviamente sono calibrate su percorsi di livello medio-facile, e modulabili sul livello psicofisico delle persone che vi partecipano. Per la stagione prossima si conta di fare delle esperienze in collaborazione con il gruppo segnasentieri,  per incominciare a sentirsi soggetti attivi e non solo fruitori di un servizio.

Ancora, vi è l’ipotesi di avvicinare chi lo vorrà alla speleologia, proponendo una prima uscita in una grotta turistica per sfatare alcuni idee sul mondo ipogeo, ed una seconda in una grotta facile ma non turistica. In ultimo, ma non per questo meno importante,  è in itinere una convenzione col Dipartimento della Salute Mentale della ASL 10 per un rimborso delle spese sostenute dalla Sezione per queste iniziative. Rispetto all’efficacia delle esperienze fatte ci piace riportare alcune  considerazioni fatte da due pazienti della salute mentale,da una ragazza non vedente e di uno degli accompagnatori della sezione.

Ernesto dice :” Trovo la montagna un ambiente più adeguato alle esigenze del corpo e della mente. Camminare in montagna è un impegno che sento importante e vero, dove si ottiene il risultato che ci siamo prefissi e questo dà grande soddisfazione e si torna a casa contenti.Il fatto che ci siano accompagnatori del CAI mi fa sentire al sicuro anche facendo percorsi impegnativi“.

E Sabatino riprende: “Quando vado in montagna sto a contatto con la natura che mi crea benessere facendomi scoprire e superare i miei limiti anche dove non lo credevo possibile. E’ come sentirsi il re del bosco. Camminare insieme poi è bello e quando torno mi sento più rilassato perché in montagna trovo anche il silenzio che mi aiuta a riflettere.

Mi piacerebbe andare sulle Alpi per salire ancora più in alto, vorrei anche salire sull’Everest”.

Arrampicare alla parete del Mandela: esperienza di Marianna Z. (Marianna arrampica con altri non vedenti, compresa una bambina,  da qualche mese al Mandela, con alcuni soci di Montagna per Tutti).

Per molto tempo ho evitato di arrampicare, ritenendo questa attività lontana dalle mie capacità psico-fisiche. Poi complice un evento organizzato da CAI e UIC ho provato e ho smesso solo quando la palestra ha chiuso per il periodo estivo. Ora quando parlo di questa esperienza uso termini come: gioia, entusiasmo, interazione. Grazie a questa attività ho vinto la paura di saltare, per me era difficile anche da uno scalino, mi sento più competente e sicura nelle attività quotidiane e adesso so di non aver alcun timore di salire in alto.  

Ma cosa più importante mi sento accettata dagli altri, anch’io salgo le pareti, arrivo alla catena, scendo, faccio sicura al compagno, mi diverto e mi avvicino al mondo della montagna. Quando si ricomincerà, chi volesse venire ad arrampicare con noi ci potrà trovare il martedì o il giovedì, ci riconoscerà dalle ricetrasmittenti che usiamo.”

Stefano Entradi racconta:

La mia esperienza col gruppo di Montagnaterapia inizia a fine 2013 quando, da parte del Consiglio del  GEEO, mi viene richiesta la disponibilità a partecipare come accompagnatore alle uscite di piccoli gruppi di Utenti del Dipartimento SMA della ASF. Disponibilità accordata, ma con l’intimo dubbio di non essere adeguato a svolgere il compito richiesto. A partire dalla prima uscita effettuata a fine marzo 2014, i dubbi si sono pian piano dissipati grazie anche alla costante    presenza e disponibilità degli Educatori che, fra le altre cose, hanno aiutato a individuare limiti e potenzialità dei singoli ragazzi. Oggi, dopo circa un anno e mezzo dall’inizio, posso affermare che, da questa attività, ho senz’altro ricevuto molto più di quel poco che sono stato in grado di dare: vedere la soddisfazione di un ragazzo per il superamento di quello che riteneva un ostacolo insuperabile o per il raggiungimento di un obiettivo prefissato non ha prezzo!

Progetto Oltre l’Ostacolo 1995-2015

 Il progetto Oltre L’Ostacolo è nato all’interno della sezione CAI di Sesto Fiorentino nell’Ottobre del 1995 grazie all’impulso di Nicola Galeazzo, Istruttore di Alpinismo,  con lo scopo di organizzare un tipo di escursionismo aperto anche a persone non autonome sia dal punto di vista motorio che mentale. In quell’occasione Nicola riuscì a coinvolgere alpinisti ed amanti della montagna nella convinzione di poter condurre in ambiente montano coloro che ne erano, generalmente, esclusi. Conseguentemente chiamò a collaborare le associazioni del territorio impegnate nel volontariato sociale e nell’assistenza ed integrazione della disabilità (Assieme di Calenzano, Libellula e UILDM di Sesto Fiorentino).

E’ stata proprio la capacità di “fare rete” di Nicola che il cammino di OLO è proseguito anche dopo il tragico incidente avvenuto nell’estate del 1997 sull’Aguille du Midi, nel Massiccio del Monte Bianco, in cui persero la vita Nicola ed altri due alpinisti della Sezione.

Ormai da molti anni Oltre L’Ostacolo fa organicamente parte del Programma del CAI di Sesto Fiorentino unitamente allo sci, all’arrampicata ed all’escursionismo  etc..

Il programma prevede sei uscite mensili da Aprile ad Ottobre con sosta ad Agosto (e con quella del prossimo 14 Giugno saranno 95!), prevalentemente in Toscana senza escludere puntate in regioni limitrofe, comunque sempre effettuabili nell’arco di una sola giornata (la Domenica), dalla mattina alla sera. Per  gli spostamenti possiamo contare sempre sul mezzo attrezzato dell’Associazione di Volontariato Assieme di Calenzano (il mitico e glorioso “Bubunci”) e, quando disponibili, su mezzi analoghi gentilmente messi a disposizione (autisti compresi) dalla Misericordia di Rifredi e dalla Fratellanza Militare Sede Est (San  Salvi). Stiamo lavorando per allargare il giro delle collaborazioni per ridurre al minimo l’uso di mezzi privati dei singoli volontari.

Le mete delle nostre gite vanno dalla montagna (Apuane, Appennino) al mare (la costa dalla Versilia alla Maremma), passando dalle Colline del Chianti o del Casentino, senza dimenticare i bellissimi paesaggi dietro casa, ovvero il Monte Morello, la Calvana, la Val di Bisenzio o la foresta dell’Acquerino.

Quando possibile cerchiamo mete dove la  passeggiata ci conduca a luoghi simbolo della storia drammatica del nostro territorio (la Linea Gotica, San’Anna di Stazzema), musei artistici e non (Il Centro Pecci di Prato piuttosto che il Museo delle Macchine Tessili di Vernio, ambienti da preservare (il Parco delle Foreste della Montagna Fiorentina) e tante altri siti che in questi vent’anni abbiamo fatto apprezzare a persone per cui non è così facile muoversi sia con le gambe che con la testa.

Nell’Ottobre del 2013, in occasione delle iniziative dedicate ai 150 anni del CAI ed ai 75 della Sezione di Sesto Fiorentino, si è tenuto a Palazzo Medici Riccardi un interessante convegno su “Disabilità e Montagna” organizzato insieme alla Sezione di Firenze. In quell’occasione ci siamo incontrati con altre realtà e questo confronto ha subito cominciato a dare dei risultati molto positivi come la collaborazione con i terapeuti della Montagna Terapia dell’ASL10 di San Salvi o la partecipazione alle nostre uscite di altre associazioni come la ATISB (Associazione Toscana Idrocefalo e Spina Bifida) o la COALA (Coordinamento per le Arti e i Lavori Assistiti) di Sesto Fiorentino.

Si potrebbero scrivere decine e decine di pagine su quanto si è fatto in questi vent’anni e su quanto stiamo pensando di fare in futuro, ma forse il miglior modo per capire chi siamo e cosa facciamo è venire a Sesto Fiorentino, presso la Sede del CAI in Via Veronelli 1/3 in occasione della Festa per i Venti Anni di Oltre L’Ostacolo.

Note informative:

Il gruppo  “Montagnaterapia Fiorentina” si riunisce ogni 2 mesi, di solito un mercoledì, dalle 17.00 alle 19.00 presso la sezione fiorentina del CAI in via del Mezzetta.Vi sono Educatori ASL, istruttori e accompagnatori CAI ma accoglie chiunque sia interessato ad utilizzare le varie attività in montagna con uno scopo terapeutico-riabilitativo.

Contatti: terrenialdo@yahoo.it paolo.cecere@asf.toscana.it e.bettini2@virgilio.it

Per chi fosse interessato ad approfondire la storia e la rete della Montagnaterapia  italiana : www.sopraimille.it

www.montagnaterapia.it www.satrivadelgarda.it

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