per ricordare… Luigi Cirri – un uomo fuori dal comune

di Paola Pagliai

Purtroppo ogni anno qualche caro amico ci lascia e trattandosi del CAI viene subito da pensare a grandi “montanari”. Questo ricordo va a Luigi, che amava tanto la montagna ma che non si distingueva tanto per questo quanto per la sua cultura enciclopedica nel campo della storia dell’arte.

Negli oltre 25  anni in cui è stato socio di Firenze ha accompagnato centinaia di persone provenienti dalle sedi CAI di tutta Italia a visitare i tesori della Toscana e l’ha fatto con semplicità, spesso schernendosi quasi fosse inconsapevole di quanto grande fosse per il suo sapere. Lo ricordiamo  anche per la sua gentilezza d’animo, il suo sorriso e la sua bella voce che spesso ci accompagnava cantando durante il cammino. Gli amici del Coro la Martinella intervenuti alle esequie hanno cantato per lui uno dei più bei canti di montagna, “ Signore delle Cime”: io ho avuto il privilegio di ascoltarlo da lui sui  monti Sibillini, in mezzo al silenzio una mattina prima di metterci in marcia. Eravamo tutti commossi come lo siamo stati in chiesa pensando a lui.  Ricordo anche lo scorso anno che non potendo intervenire ad un’escursione che accompagnavo, ci raggiunse al ritorno portandoci una scatola piena di profumate frittelle: uno dei tanti pensieri gentili che aveva per tutti.  

La figlia Laura l’ha ricordato come un grande padre che ha improntato la vita sull’onestà, la correttezza e l’amore per il bello e Luigi era davvero così .  

Grande perdita per il CAI Firenze e per tutti noi che gli abbiamo voluto bene. 

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