testo di Lapo Gambassi
foto di Francesco Superchi


Per la fine di Agosto 2022 il programma del Gruppo Juniores “Pane e Vette” prevedeva l’uscita “Giro del Civetta in tenda”, dal lato opposto dell’arco alpino rispetto al Parc National du Mercantour, essendo situato quest’ultimo nel versante francese delle Alpi Marittime, al confine col Piemonte. Una serie di eventi ha reso però possibile avventurarsi in questo angolo delle Alpi: Il maltempo sul Monte Civetta e la fortunata circostanza di trovarsi già in zona, precisamente vicino Briançon, ospiti del mitico Jeremy. L’uscita sul Civetta sarebbe saltata pure nel Giugno successivo e sarei arrivato a toccarne la cima solo nell’Agosto 2023, ma questa è un’altra storia.



Saputo della cancellazione della gita sul Civetta, il 17 Agosto ci dedichiamo dunque alla progettazione del giro sul Mercantour, grazie a Mapy.en ed all’esperienza di Andrea (detto Pelle), già stato in quei luoghi; il gruppo è composto da Niccolò, Diana, Francesco, i già citati Jeremy e Pelle, oltre che dal sottoscritto. Il giorno successivo ci dedichiamo al trasferimento in macchina, che si rivela piuttosto avventuroso a causa della chiusura del tunnel di Tenda: dobbiamo così percorrere una stretta strada sterrata a senso unico alternato, ma riusciamo ugualmente ad arrivare a Tenda. Lasciamo le macchine vicino al Lac des Mesches e dormiamo al rifugio “Neige e Meraveilles”, che peraltro è un’ex caserma militare italiana: infatti la zona dove svolgeremo tutto il nostro percorso appartenne all’Italia fino al 1947 e venne ceduta alla Francia con il trattato di pace. Il 19 iniziamo il trekking vero e proprio risalendo una splendida valle sotto l’imponente Monte Bego, luogo di antiche incisioni rupestri, fino ad arrivare al “Refuge des Marveilles”, accanto al

quale dormiremo in tenda. Il giorno seguente risaliamo la “Val des Mervailles”: così definita, a ragione, per il paesaggio, l’abbondante fauna e le antiche incisioni presenti. Finita la valle arriviamo ad una sella ed iniziamo a scendere verso la meta della giornata: il percorso per arrivare fino al “Refuge de Nice” si rivela impegnativo a causa del precario stato dei sentieri ma sicuramente appagante. Il 21 Agosto l’itinerario si rivela ancora più faticoso; dal Refuge De Nice proseguiamo su sentieri poco segnati, tracce, lastroni ed immancabili “facili roccette ” fino a Cima Viglino (2910 m) sul confine franco-italiano, da cui scendiamo fino al piccolo e scenografico “Refuge de Valmasque”, affacciato sul “Lac Vert”.

Nel percorso troviamo una discreta quantità di camosci e stambecchi; si rimane impressionati dall’abilità di questi animali di arrampicarsi sulle rocce ed anche dai loro occhi piuttosto inquietanti. I giorni seguenti si rivelano più riposanti: il 22 costeggiamo il Lac Vert e Lac Noir, entrambi sfruttati per l’energia idroelettrica, per poi scendere al “Refuge de Fontanalba”.

Nella valle prima di quest’ultimo ci fermiamo anche a curiosare presso un’antica postazione militare, presumibilmente costruita dalle forze armate italiane negli anni 20/30 del secolo scorso; lo stesso rifugio Fontanalba riporta la data del 1938 incisa su un muro. In questi giorni abbiamo incontrato pochi turisti, perlopiù francesi e qualche italiano; a volte mi fermo a pensare al fatto che un’ottantina di anni fa proprio su queste montagne italiani e francesi si fecero la guerra, come ci ricordano le numerose costruzioni militari, mentre adesso camminano insieme nelle stesso zone: sicuramente un progresso. La giornata del 23 Agosto è quella conclusiva del giro, dedicata a tornare alle macchine nel minor tempo possibile, in gran parte rifacendo in discesa l’itinerario del primo giorno.

Si è trattato di un percorso intenso e soddisfacente, una grande avventura con una bella compagnia; utile ricordare che non ci sono né internet né segnale telefonico in questi posti.