Cari soci e cari amici,pubblichiamo l'Annuario 2025 già distribuito ai soci a fine anno scorso. In esso troviamo articoli che rispecchiano la vita e l'attività della Sezione durante lo scorso[...]
Se dovessi dire qual è il meccanismo che fa riaffiorare alla mente ricordi di avvenimenti tanto lontani nel tempo, e per di più mai ripetutosi pur anche in situazioni diverse, direi di non saperlo ma è successo.(altro…)
Annuario 2013 – 25/26 maggio 2013, cosa fanno i Delegati di Sezione
E’ la prima volta che ricopro il ruolo di Delegata di Sezione, ma non sono l’unica neodelegata per fortuna, ci sono anche Eleonora e Valeria, oltre naturalmente a Fabio veterano in questo ruolo e a Roberto e Marco che però non sono presenti, costretti a delegare, perché impegnati in altre attività della Sezione.(altro…)
Annuario 2013 – Cronaca semiseria del III° Choirs Festival di Dublino
Per capire ciò che è successo a Dublino devo cominciare dall’inizio. Vi annoierò con i miei ricordi, che so non interessare, ma a questi devo andare se voglio spiegare l’atmosfera che ho trovato e che si è creata a Dublino.
Comincerò allora col raccontare di mio padre, grand’uomo mai mediocre, dotato di una buona dose di originalità. Talmente originale da pensar bene di lasciarci il giorno di Ferragosto nel caldo asfissiante di un’estate tremenda, nel pieno di una città vuota. Lasciare questa valle di (altro…)
Una mitica giacca dal costo di alcune centinaia di migliaia di vecchie lire mi riporta indietro nel tempo e precisamente all’inverno del 2000 quando sono riuscito ad esaudire un vecchio sogno e cioè quello di andare a fare delle arrampicate su ghiaccio in Scozia e precisamente sul Ben Nevis.
E’ questo il monte più alto delle isole Britanniche benchè si elevi di appena 1.344 mt . sulle sponde dell’Atlantico, il suo nome sta a significare dal vecchio “gaelico”: picco con la cima fra le nuvole, ma anche velenoso o maligno, visto da sud assomiglia al (altro…)
Il suo nome è parte fondamentale della storia dell’alpinismo, in specie quella degli anni ’50 e ’60, ed è anche indissolubilmente collegato a due montagne fra le più famose al mondo: Monte Bianco e K2 .
I suoi libri, i suoi articoli hanno raccontato le imprese e le avventure, viste attraverso i suoi occhi e le sue esperienze forti, spesso estreme, volute e vissute con inusuale caparbietà : anche chi non ha mai praticato la montagna o l’alpinismo le ha potute conoscere e ne ha potuto ammirare l’eccezionalità e l’unicità.(altro…)
Annuario 2013 – Salita sullo spigolo nord-ovest dei Pizzi Gemelli
Un improvviso schianto ci scuote dalla concentrazione dell’arrampicata… Alla nostra destra una frana (sassi, ghiaccio?) precipita nell’orrido canalone che ci separa dall’enorme parete ovest del Cengalo … L’ambiente è così grandioso che stentiamo a visualizzare la frana, forse un puntino nell’immensità … Dopo un attimo di imbarazzante titubanza, la concentrazione torna a focalizzarsi sulla salita, lasciando però un piccolo strascico di inquietudine … (altro…)
La memoria mi porta lontano al tempo in cui le montagne non erano ancora aggredite e imbavagliate dai moderni impianti di risalita che ora invitano i “turisti” a salire in alto numerosi e più comodamente seduti ma senza durare alcuna fatica. Mi domando se queste agevolazioni della tecnica moderna siano veramente al servizio dei veri uomini di montagna oppure servano solo a curare gli interessi e il profitto di pochi per sfruttare la tendenza umana di tanti verso il risparmio energetico personale.(altro…)
(www.chamonixtopo.com) Foto aerea del Monte Bianco
Annuario 2013 – Storia di un tentativo fallito al Monte Bianco
La bravura quando non si fonda sulla base della prudenza, si chiama temerarietà, e le prodezze del temerario più si attribuiscono alla buona fortuna che al suo coraggio. (Miguel de Cervantes (Don Chisciotte)
Il mio incontro con Cristophe Profit risale alla fine degli anni ’80. Anni per me meravigliosi, straordinari, sparsi di ricordi che si accavallano, di immagini che si sovrappongono. Anni contrassegnati dal trionfo della Montagna senza calcolo e, purtroppo, anche dal trionfo di una stupida esaltazione del pericolo nata dall’insulsa convinzione di essere baciati dall’audacia dei forti pur non essendolo. Anni minati, peraltro, da un tarlo che logorava l’energie delle nostre teste. Teste matte alle quali la presenza di quel tarlo non faceva certo bene. Tant’è che senza pietà e senza alcuna umanità scavava, giorno dopo giorno, alla radice dell’inconfessabile sogno di raggiungere la cima del Bianco.(altro…)
Una telefonata, quel sabato 17 agosto, con Gigi Bardelli. “Gigi, che facciamo, andiamo alle 13 cime con Vittorio e Lorenzo?” “Beh… sì… altrimenti?”. Certo, il tempo è bello, finalmente l’anticiclone delle Azzorre si sta piazzando stabilmente e garantirà (!) tempo stabile per almeno 3-4 giorni a partire da martedì. Come non accadeva da diverso tempo. E come accade raramente, specie a fine agosto, una di quelle condizioni che chi va in montagna aspetta per realizzare il suo sogno nel cassetto. (altro…)
Capita frequentemente di leggere o di trattare sull’innegabile importanza che ha la gestione dei sentieri per il nostro Sodalizio ma anche e soprattutto la rilevanza che ha per noi questo servizio svolto a vantaggio dell’intera comunità. E’ un’attività che a fronte di valori considerevoli presenta criticità che necessitano di essere governate.(altro…)
Nel 1944 la guerra stava distruggendo tutta l’Europa; in Italia, l’esercito tedesco era costretto a ripiegare verso il Nord, secondo una “ritirata combattuta” che tanti lutti ha provocato nella nostra penisola e l’Alto Comando tedesco aveva predisposto la costruzione di una linea difensiva che seguisse le difese naturali offerte dall’Appennino Tosco-Emiliano-Romagnolo, da Massa a Pesaro, per una lunghezza di trecento chilometri.(altro…)
Lunga, movimentata e non di rado drammatica è la storia della Marmolada, la leggendaria “Marmoleda” dei fassani, e per tutti, la “regina delle Dolomiti”.
Il primo tentativo di ascensione alla cima finì nel 1803 con una sciagura, e solo nel 1864 fu salita per la prima volta la vetta principale, la Punta Penia, con i suoi 3343 metri la più alta delle Dolomiti. Mezzo secolo più tardi la Marmolada divenne un punto chiave, aspramente conteso, del fronte di guerra dolomitico, venti anni dopo vi fu disputata la prima gara di slalom gigante della storia, e un altro ventennio più tardi il monte fu oggetto di una lunga lite amministrativa fra Trento e Belluno per la definizione del confine di provincia e dei conseguenti diritti di sfruttamento turistico sportivo del ghiacciaio.(altro…)
(* Museo di Storia Naturale di Firenze) (** Presidente Gruppo Speleologico Fiorentino)
Cosa spinge gli speleologi ad esplorare e frequentare il mondo sotterraneo, così ostile alla vita umana? E’ difficile capire le motivazioni personali che li portano in questi luoghi, dove tutto è buio, spesso fangoso, freddo, mai agevole. La speleologia non è un’attività sportiva e neppure una scienza, quindi possono essere definiti degli esploratori, dei raccoglitori di dati che nel mondo esterno sono supposizioni ed ipotesi, che solo “andando in profondità” si possono verificare.(altro…)
Non sono un campione di diplomazia, bene dirlo subito. Prometto tuttavia di impegnarmi, in quest’occasione, a scrivere almeno con tatto, con delicatezza senza usare toni polemici, comunque nel rispetto.
All’Assemblea Generale dei Delegati del maggio scorso, a Torino, è stato donato a tutti i Presidenti di Sezione un volume dal titolo “Il libro”, un bel volume che ho letto con molto interesse e che racconta i 150 anni di vita del CAI. Un libro molto curato nel suo complesso, arricchito da una puntuale ricerca storica che illustra lo spessore di quello straordinario patrimonio (altro…)
(* Dipartimento di Biologia Vegetale dell’Università di Firenze)
Continuando sulla scia delle iniziative scientifiche e divulgative che da sempre contradistinguono il CAI e che è stata una costante fin dalla nascita del Gruppo e poi Sottosezione di Scandicci, il 2013, in occasione anche della ricorrenza dei 150 anni della fondazione del CAI, è stato particolarmente ricco di momenti culturali. Una delle iniziative primaverili ha avuto come oggetto i fiori delle nostre montagne. É stata svolta in collaborazione della Sottosezione di Pontassieve, con il determinante supporto dell’amico Alessio Mazzanti.(altro…)