• Cari soci e cari amici,pubblichiamo l'Annuario 2025 già distribuito ai soci a fine anno scorso. In esso troviamo articoli che rispecchiano la vita e l'attività della Sezione durante lo scorso[...]

Vie normali, il Cimon della Pala di Sandro Caldini

Annuario 2012

Digital StillCameraFin da quando ho iniziato ad occuparmi delle Dolomiti, ho gravitato spesso intorno a questa famosa montagna. Il Cervino delle Dolomiti, come viene solitamente chiamato, ha un aspetto svettante se osservato da Passo Rolle con quel suo becco strapiombante che si alza nella parte terminale del grandioso spigolo NW salito già nel 1893 da Gilberto Melzi e Giuseppe Zecchini. Solo di recente ho avuto il piacere di salire questa singolare cima, poco appariscente dalla spalla (dove si trova il Bivacco Fiamme Gialle), appuntita dal Passo Rolle come detto poc’anzi e turrita e squadrata se vista dalla Vezzana. (altro…)

Il Diavolo e il vin santo di Simone Marroncini

Annuario 2012 – Le interviste strapiombanti (dove il Diavolo è quello che meno ti aspetti)

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Sulla Bonatti al Dru (foto C. Barbolini)

La redazione ha deciso che dovessi intervistare quei due: probabilmente non resto simpatico. Con quello che vi vado a raccontare vorrei dare il via a una serie di incontri con chi ha dato lustro all’alpinismo fiorentino. Il ciclo s’apre con Marco Passaleva e Carlo Barbolini. I due rappresentano la cesura vivente tra l’alpinismo classico e la modernità, l’attualità, ma sempre dell’alpinismo con la A maiuscola. Sono due colonne portanti della Scuola di Alpinismo Tita Piaz, che Marco Passaleva ha diretto per ben 22 anni. Hanno partecipato a spedizioni extra europee, Carlo Barbolini ne ha fatte ben 10. (altro…)

Pilone Centrale del Freney – agosto 1961 di Roberto Masoni

Annuario 2012 – La conquista del Pilone Centrale – Un finale degno della miglior regìa

Colle di Peutery, 27 agosto 1961
in primo piano: Clough, Whillans e Douglosz
(foto di C. Bonington dal libro “I chose to climb”)

La tragedia di Bonatti e compagni si è conclusa solo da qualche settimana. Una disgrazia che “aveva suscitato un’impressione profonda, ma sollevato anche un turbine insensato di polemiche, di più o meno velate accuse, di indignazioni fuori luogo. Per molto tempo ancora si cercarono responsabili, si valutarono scelte, comportamenti, opportunità: si fece di tutto insomma fuorché onorare, col silenzio, i morti e la sofferenza dei vivi” (Nereo Zeper – “Ladro di montagne, Ignazio Piussi: montanaro, alpinista, esploratore” – Franco Muzio Editore 1997).  Anche in quell’estate del 1961, come abitudine d’altronde, Chamonix e Courmayeur sono affollate di villeggianti. Molti di loro fanno la coda alla biglietteria per salire al Rifugio Torino, da un lato, o all’Aiguille du Midi, dall’altro. Difficile trovare traccia, sui loro volti, com’è anche ovvio che sia, del dramma che si è (altro…)

La parete dimenticata di Marco Passaleva

Annuario 2012

foto C. Barbolini

La Punta Gugliermina, o Pic Gugliermina, è una grande guglia che emerge, e quindi ne fa integralmente parte, dalla cresta di Peuterey. Si innalza sopra il tormentato Ghiacciaio del Freney raggiungendo la quota di 3.893 mt. E’ intitolata ai fratelli Giuseppe e Giovanni (Gian) Battista Gugliermina, nome che le venne dato da Francesco Ravelli dopo averne realizzata la prima ascensione. Nati a Borgosesia, ai piedi del Monte Rosa, i due fratelli aprirono un numero considerevole di importanti vie soprattutto sul Monte Rosa e nel Massiccio del Monte Bianco dove li ricordiamo per la prima ascensione del Col Emile Rey, del Pic Luigi Amedeo e quindi della Cresta del Brouillard, e per la seconda ascensione della Cresta dell’Innominata. Sono ambedue Soci Onorari del Club Alpino Italiano. Il racconto di Marco ripercorre le tappe dell’ascensione al Pilastro sud/sud-ovest del Pic Gugliermina lungo l’itinerario (altro…)

Pilone Centrale del Freney – luglio 1961 di Roberto Masoni

“Epoca” del 23 luglio 1961
(collezione Roberto Masoni)

Annuario 2012 –  Nove alpinisti cercano la salvezza attraverso il Ghiacciaio del Freney. Quattro francesi, tre italiani, uno svizzero e un tedesco. Al centro della scena c’è il Pilone Centrale e il Pic Gugliermina. Una chiave di lettura diversa che non guarda dentro la tragedia ma al di fuori. Ma anche il racconto di una storia meno conosciuta, quella dello svizzero Henri Briquet e del tedesco Konrad Kirch, anch’essi bloccati nella bufera e anch’essi disperatamente aggrappati al desiderio di raggiungere la salvezza attraverso il Colle dell’Innominata. Questa è anche la loro storia (altro…)

Mondi alieni sul pianeta Terra di Andrea Tozzi

Annuario 2012 – Scienza ai confini del mondo

Si dice che oramai non ci sia più un luogo sul nostro pianeta che possa definirsi letteralmente “inesplorato”, cosa questa che pare mettere a dura prova molti giovani esploratori che si inventano sempre più spesso primati d’imprese di cui talvolta, confesso, non colgo il senso. In compenso mi sento di poter tranquillizzare tutti i nuovi esploratori affermando qui che molte sono le zone inesplorate del nostro pianeta! Almeno nel senso classico del termine, quelle, cioè, mai calpestate da impronta d’Uomo. Certo è che, magari, in molte di queste zone non viene certo la voglia di andarci e, a (altro…)

O poveri soldati … di Marco Bastogi

Annuario 2012

Termine di confine presso il Passo del Cancellino foto: S. Saccardi

Vale la pena spendere qualche parola su un nuovo canto popolare che il Coro La Martinella, ha aggiunto da poco tempo al suo repertorio. Si tratta di un canto raccolto dalla tradizione orale sulla Montagna Pistoiese, ben radicato a questo territorio per i toponimi che in esso si citano. Alessandro Fornari raccoglie il testo a Pianosinatico da Osvaldo Seghi e lo pubblica nella sua raccolta di canti popolari: “Cartacanta” nel 1976. Anche il musicologo Sergio Gargini, intraprende, nei primi anni ’70, per il territorio pistoiese una raccolta sistematica dei canti popolari che pubblica nel 1986, con il titolo “Non son poeta e non ho mai studiato, cantate voi che siete alletterato. Canti della tradizione popolare ed altre notizie e documenti raccolti” a cura del Comune di San Marcello Pistoiese. (altro…)

La tradizione del canto popolare in Toscana di Stefano Saccardi

Annuario 2012

Il Coro La Martinella

Canti popolari? Appartengono e provengono dal passato, da un patrimonio culturale povero, generalmente di contadini, di artigiani, di operai, ma anche di bambini. La sera, dopo la cena e una faticosa giornata di lavoro, le famiglie si riunivano intorno al canto del fuoco e parlavano raccontando del più e del meno, talvolta cantando. (altro…)

Una strada, un lago di Carlo Marinelli

Annuario 2012 – Storie e leggende dei nostri monti

Il ricovero del CAI Firenze al Lago Scaffaiolo

Molto è stato scritto, nei nostri “annuari”, sulle strade che attraversavano il nostro Appennino, alcune delle quali tuttora in esercizio, e che furono realizzate, nei secoli passati, per i più svariati motivi: la via dei Remi per rifornire i cantieri navali di Pisa di legname per la fabbricazione di remi per le navi militari; la via della Foce, più nota come Strada del Duca per collegare (altro…)

In memoria di Roberto Pompignoli di R. Masoni

Annuario 2012

Di Roberto ricordo due cose: l’entusiasmo e l’amarezza. L’entusiasmo nei confronti della Montagna, l’amarezza con la quale doveva convivere.

Roberto faceva parte di quella generazione di alpinisti di cui ho sempre subìto il fascino, quella generazione che frequentava la Montagna epraticava l’Alpinismo senza incertezze, senza esitazioni. Quell’alpinismo fatto di piccole, grandi cose, eppure fondamentali, sotto ogni punto di vista, che distinguevano le persone comuni da quelle più intraprendenti, forse più capaci. (altro…)

S.V.T – Dott.ssa Alessandra Camilli

Annuario 2012 – Supporto Vitale di base al Traumatizzato

foto C. Barbolini

L’obiettivo dell’S.V.T. è la riduzione della mortalità e degli esiti invalidanti nel politrauma. L’evento traumatico rappresenta in generale la prima causa di morte in soggetti di età inferiore ai 40 anni e spesso, purtroppo, lascia esiti più o meno invalidanti. Nel soccorrere un soggetto traumatizzato dobbiamo riconoscere e trattare i ‘danni primari’ (cioè (altro…)

Glorie nell’alto dei monti di Andrea Tozzi

Annuario 2012 – Ovvero: quando la meccanica quantistica sale in montagna

Leggendo il numero di marzo di quest’anno de “Le Scienze”, mi imbatto in un interessante articolo del fisico H.M.Nussenzveig i cui contenuti, ampliati in alcune parti, voglio qui riproporre perché tratta un argomento che coniuga alpinismo, fisica e metodologia di una ricerca scientifica: le cosiddette “glorie”. Forse vi sarà capitato di notare quando siete in alta montagna o anche a bordo di un aereo, strani aloni colorati che avvolgono la vostra ombra o quella dell’aereo. Se avete posto un po’ di attenzione avrete notato che, come accade per l’usuale arcobaleno, questo fenomeno appare (altro…)

Musica e Montagna di Sandro Caldini

Annuario 2012

Leone Sinigaglia

Non è raro leggere nelle riviste di cultura alpina l’associazione di termini musica-montagna, e spesso questa va di pari passo con nomi assai noti dell’alpinismo quali Boccalatte e Castiglioni. Pochi vanno oltre cercando altri protagonisti certo non meno noti, quali Massimo Mila, Marino Fabbri o addirittura di Leone Sinigaglia. Non molto tempo fa, nella rivista Montagna (organo del GISM) dell’Ottobre 2008, era apparso un articolo firmato da Giovanni di Vecchia “...e la montagna e la foresta favoriranno suoni e melodie…” (altro…)

Spostare le montagne di Marina Todisco

Annuario 2012 – Una trascinante ispirazione alla sfida che poteva venire solo dall’uomo dell’estremo

Sprigiona energia vitale l’ultimo libro di Messner, ed è un viaggio fra le righe per ritrovare se stessi. Oltre allo spessore alpinistico noto a tutti, si rivela la forza umana del grande condottiero, che spinge il lettore a cercare il miglioramento della propria condizione di vita, fino a imboccare la propria strada, attraverso la ricerca della propria attitudine.

Victurus, vicero: chi si predispone per la vittoria, vincerà. Reinhold Messner sostiene che non esistono supermen, nemmeno lui lo è. Anche se stentiamo a crederlo nel suo caso, tutto comincia dal (altro…)

Il Conte e il montanaro di Sergio Cecchi

Annuario 2012 – Ricordo di Ugo Ottolenghi di Vallepiana

Arriviamo a piedi dal Col Becchei, dopo essere partiti la mattina da La Varella; salita alla Forcella da Lago, discesa sul ghiaione, riposo in riva al laghetto di Lagazuoi; infine lunga salita sotto il sole e arrivo al rifugio Lagazuoi, 2.750 metri, la nostra seconda tappa … stiamo facendo un tratto dell’Alta Via n° 1, cinque giorni d’immersione dolomitica. Siamo i soliti sei amici, siamo venuti con due auto, una l’abbiamo lasciata a Cortina, a La Villa ci siamo andati tutti pigiati dentro l’altra. (altro…)